lunedì 31 gennaio 2011

Raccoo-oo-oon - Behold Secret Kingdom




E sempre parlando di psichedelia non si poteva non parlare dei Raccoo-oo-oon. Vengono dall'Iowa e hanno, nel sangue, tracce di Gong, Faust e Hawkwind. La label (dal buon orecchio) Release The Bats ha prodotto questo prodigio di album nel 2007; e i risultati di tale lavoro sono sorprendenti: suoni astrali e, talvolta, astratti che rendono l'opera confusa, intricata. Ma questa non è una matassa informe poiché dietro c'è una regia magistrale; tutte le parti hanno un ruolo specifico: le chitarre spaziali (a metà tra Can e Chrome), la batteria tribale e dissonante (sulla falsa riga degli Animal Collective) e la baraonda rumoristica che aleggia sugli strumenti (tendenzialmente presi dall'elettronica e dall'industrial). Praticamente vi ho detto tutto quello che dovevate sapere in merito a questa formazione. Adesso tocca a voi!


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venerdì 28 gennaio 2011

Sleep - Dopesmoker




Un sogno. Distorto, lento e massiccio. Ma, pur sempre, un sogno. Ci sarebbe tanto e troppo da dire riguardo gli Sleep. Hanno rivisitato lo stoner-rock dandogli un'impronta molto più pesante e flemmatica. Hanno influenzato un pò di band: Mastodon, Bongzilla, Orange Goblin, Sunn 0))), Pelican. Lascio a voi il compito di decifrare quali siano stati gli influssi subiti dalla band. Dopesmoker è la take originale (single track da 73.07 minuti, uscito nel 2003) di Jerusalem (uscito nel 1999, suddiviso in 7 tracce della durata di 52.08 minuti). Esoterico, minaccioso, maestoso, intenso e libero nella creatività: un unico riff violento e ripetitivo, concepito e costruito come fosse un viaggio onironautico. E' stato inciso interamente sotto effetto della marijuana (da qui il titolo del disco). Prodotto e masterizzato da Billy Anderson (il quale ha lavorato pure con: Red House Painters, Fantômas, Cathedral, Neurosis e Swans), fu un macello discografico ma non sto qui a spiegarvi la storia intera (la trovate qui). Sappiate solo che è uno dei dischi nevralgici della scena stoner/doom. Vi consiglio di ascoltare anche gli Om e gli Shrinebuilder, gruppi capitanati dal bassista degli Sleep, Al Cisneros.



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mercoledì 26 gennaio 2011

Yo La Tengo - I Can Hear The Heart Beating As One



Gentilissimi (nonché pochissimi) lettori, oggi vi parlo di una delle band indie americane più eclettiche della storia: Yo La Tengo. Ira Kaplan (voce e chitarra) fonda questo gruppo, nel 1984, insieme a Georgia Hubley (batteria). E si distinguono fin da subito: Kaplan scrive canzoni utilizzando un linguaggio da intellettuale mentre la band spazia su molti generi musicali evitando sempre la banalità. Attraverso la loro discografia si nota una certa camaleonticità raffinata e si capiscono anche tutte le influenze che hanno condizionato la band nel corso degli anni. Primi su tutti i Velvet Underground. Ma ancora: Television, Feelies, Sonic Youth, solo per menzionarne alcuni. Pure le liriche fanno riferimento ai gruppi prima citati; sopratutto Lou Reed e Tom Verlaine hanno suggestionato il lavoro del cantante. Questo LP è, senza ombra di dubbio, il loro esperimento meglio riuscito. La molteplicità dei suoni (indie, grunge, jazz, pop, shoegaze, bossanova, elettronica, hard-rock, folk, psichedelia) e la maturità artistica, raggiunta nel corso degli anni, fanno di questo album il lavoro più emotivo e variegato degli Yo La Tengo. Che ficata!!

Trivia: il cd contiene anche le cover "Little Honda" dei Beach Boys e "My Little Corner of the World" di Bob Hilliard e Lee Pockriss.


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lunedì 24 gennaio 2011

Magic Lantern - High Beams




Non lasciatevi impressionare dalla copertina. Per parlare dei Magic Lantern bisogna fare riferimento alla scena psichedelica tedesca degli anni '70 unita alla scena doom-stoner anni '90. Perché, ascoltandolo ben bene, si sente il richiamo a band tipo: Amon Düül II, Can, Popol Vuh, Faust, Sleep e Monster Magnet. Solo che ci troviamo nel 2008 e, a quanto pare, al gruppo californiano questo non interessa. Sente l'attrazione per il cosmo e, più in generale, per l'ignoto. Ogni traccia del disco è un viaggio oscuro. Riff di chitarre a loop, l'uso estenuante di feedback, l'intreccio dei suoni e la corrispettiva confusione che ne scaturisce. L'imponenza che emerge è qualcosa di assolutamente fantastico!


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giovedì 20 gennaio 2011

Dadamah - This Is Not A Dream




Uno dei gruppi seminali più interessanti e importanti degli ultimi 15 anni. Dadamah nasce in Nuova Zelanda per volontà di Roy Montgomery. Considerato uno dei chitarristi contemporanei più infuenti, ha adottato, da sempre, l'etica del "do it yourself". Vale a dire il rifiuto di pubblicare materiale tramite le major a favore delle case discografiche indipendenti (praticamente la filosofia alla Crass). E così è successo per questo progetto, distribuito dalla Kranky Records nel 1992. Non è un sogno: è la ricerca di un sound innovativo. Sperimentando, Montgomery e compagnia, hanno ricreato qualcosa di mistico e gentile contemporaneamente. Psichedelia da una parte, Lo-Fi dall'altra; nel mezzo ogni sorta di effetto noise. La musica prende forma da sola, senza alcun bisogno di forzare la mano. E' tutta una questione di mantra: la mente,libera dai pensieri, è in grado di concentrarsi per raggiungere, ad esempio, l'illuminazione. Folgorante questo LP!

Trivia: Montgomery, successivamente, formerà Hash Jar Tempo (in collaborazione con i Bardo Pond), band dedita al rock sperimentale e psichedelico più estremo degli stessi Dadamah.



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martedì 18 gennaio 2011

U.S. Maple - Sang Phat Editor




Eh, il blues non è più quello di una volta. Oggigiorno viene contaminato da tanti altri elementi del tipo: noise, math-rock e experimental rock. Come è successo a U.S. Maple, band di Chicago, nata dalle ceneri di Shorty. E' senz'altro una delle realtà più fiche e estreme uscita negli ultimi 15 anni in America. Sang Phat Editor mette in evidenza la capacità del gruppo di destrutturare il blues: le linee di chitarra e basso sono discordanti tra loro, la batteria sembra andarsene per i fatti suoi. Più che avere un senso ritmico, il sound prende la forma di un collage di suoni. U.S. Maple riprende molto il lavoro che misero in atto molto prima The Red Krayola, Soft Machine e Captain Beefheart. Anzi, Sang Phat Editor è il dark side di Trout Mask Replica. E voi dovete ascoltarlo. Pena, un casino di mazzate!!


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sabato 15 gennaio 2011

Neurosis - The Eye Of Every Storm




Avete presente "La Metamorfosi" di Franz Kafka? Bene, in 26 anni di carriera i Neurosis hanno attraversato molti periodi; iniziando con l'hardcore punk per attraccare nel porto dello sludge metal/post-metal. E, nel mezzo, tutta una serie di mutamenti. In primis, l'entrata nel gruppo da parte di Steve Von Till che ha portato al drastico cambio di genere. I primi 2 lp erano incroci tra hardcore punk e metal mentre da Souls At Zero si gettavano già le basi per arrivare al sound che oggi hanno raggiunto.  In secundis, l'uscita dei due lavori in solitaria di Von Till e Scott Kelly, i quali, hanno consolidato la maturità dei due artisti. Non solo. Il folk apocalittico uscito fuori è stato traslato nella band: A Sun that Never Sets e The Eye Of Every Storm sono gli esempi meglio riusciti. Chitarre massicce ma dotate di un sound dark, passaggi sludge metal (in alcuni momenti ricordano i Corrosion Of Conformity), testi ipnotici e profondi e la voce del cantante tenebrosa come non mai.

As my body leaves me
I cling to a tree in a dream
I'm screaming to you
Whatever comes through me I will be



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venerdì 14 gennaio 2011

The Jesus Lizard - Goat




Steve Albini è un uomo che ne capisce di musica buona. Questi qua, ad esempio, sono stati prodotti da lui. Nascono ad Austin nel lontano 1987 per trasferirsi, poi, a Chicago dal 1989 al 1999. La band comprende: David Yow (voce),  Duane Denison (chitarra), David Wm. Sims (basso), Mac McNeilly (batteria). Yow e Sims suonavano nei Scratch Acid; altro gruppo figaccione che sarà recensito (prima o poi). Ritornando al discorso principale, i The Jesus Lizard hanno creato 6 lp, 1 live e 3 ep nella loro carriera musicale. Questa, a parer mio, è l'opera che più incarna la l'ideologia sonora del quartetto. Mezz'ora d'album che si fa bere in un solo sorso. Alternative metal, post-punk, noise-rock, grunge, indie rock, alternative rock. Che altro bisogna dire? Immergetevi nel sound di Lucertola Gesù ed ne uscirete aggressivi e conflittuali. Capre!!



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mercoledì 12 gennaio 2011

Pholas Dactylus - Concerto Delle Menti




Per quanto se ne possano vantare gli inglesi (con qualsivoglia rispetto), tutti sappiamo che i gruppi progressive migliori al mondo sono stati quelli nostrani. E un esempio classico si può fare citando Pholas Dactylus. Un bel giorno del 1972 Paolo Carella, Valentino Galbusera, Maurizio Pancotti, Elenio Colledet, Rinaldo Linati e Giampiero Nava decisero di sciogliere gli Spectre per creare questo nuovo progetto. Unico LP del sestetto, stampato dalla genovese Magma, "Concerto Delle Menti" è suddiviso in 2 tracce di altissimo pregio dove la ricerca di nuove sonorità, legate ad una matrice prog, fanno di questa band il suo punto di forza maggiore. L'indagine acustica comprende avanguardia, jazz, psichedelia. Il vocalist Carella non canta ma, bensì, recita come se ci trovassimo in un teatro: interiore, rivelatore ed inquietante. Le tematiche vanno dalla Bibbia alla mitologia, dalla fantascienza al simbolismo Baudelaireiano. E quindi emerge la drammaticità umana quando si cerca di contrapporre al divino il sacrilego. Uno degli album più controversi ed ispiratori che si siano prodotti in Italia. Una sconvolgente realtà vi aspetta dietro la porta della ragione.


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lunedì 10 gennaio 2011

Genocide Organ - Leichenlinie




Passiamo alla cronaca. Quelli che vedete nella cover, altri non sono che un ammasso di cadaveri in putrefazione. Si vocifera in giro che siano stati i Genocide Organ, ma non ne siamo completamente sicuri. Appartenenti alla corrente industrial tedesca anni 80, i componenti della band si presentano in stage travestiti da terroristi; talvolta brandendo torce, a volte portandosi dietro varie croci. Lo stile è tutto particolare: death-industrial molto distorto, oscuro. Pare di ascoltare una registrazione rovinata e, al tempo stesso, ti fa sentire come rinchiuso in uno sgabuzzino con altre persone che ti gridano nelle orecchie. Completano l'opera tutta una sorta di rumori altamente molesti, realizzati con ogni genere di oggetti. Registrato nel 1989, pubblicato (solo 291 copie!!) dalla Tesco Organization. Un genocidio sonoro!


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sabato 8 gennaio 2011

Human Eye - Human Eye




Penso a Detroit e mi vengono in mente: Stooges, MC5, Alice Cooper, Parliament, Sufjan Stevens. E gli Human Eye. Si formano nel 2004 e, l'anno successivo (grazie alla In the Red Recordings), escono allo scoperto con l'omonimo album. Il loro garage punk risente dell'influenza della band di Iggy Pop ma non solo; difatti, riascoltandolo, potete sentire gli echi dei Chrome, Ramones, Pere Ubu e Captain Beefheart. Se, invece, volete capire di cosa si parla nelle loro canzoni vi basta sapere che sono: irriverenti, dementi, maniaci, edonisti e arroganti. Adesso passiamo alle previsioni meteo...


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giovedì 6 gennaio 2011

Simon Finn - Pass The Distance




Ci troviamo a Londra, nel 1970. La british invasion si avviava al declino mentre impazzava la psichedelia. E lo sciamano Finn realizzò questa piccola meraviglia. Per poi scomparire per 30 anni ed essere ripescato dalla Durtro Jnana Records (label indipendente il cui proprietario è David Tibet, bandleader dei Current 93) che ristampò il vinile nel 2004. Un connubio perfetto tra psych e progressive folk. Un viaggione misterioso, che può anche dare di minaccioso, a volte. Le liriche dello stregone parlano di religione, storia, fantasia, amore, sesso e di droga utilizzando un linguaggio molto colto. Un album mistico che ha affascinato molti altri artisti tra cui Thurstone Moore e Antony and the Johnsons (con i quali ha suonato dal vivo negli ultimi anni). Prendetevi un bel cartone e sparatevelo a tutto volume!!


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martedì 4 gennaio 2011

League Of Automatic Music Composers - 1978-1983




Musica in rete! Non quello che pensereste voi pagani ma 6 "musicisti" (John Bischoff, Jim Horton, Tim Perkis, David Behrman, Paul DeMarinis e Rich Gold) che, attraverso una LAN, trasmettevano impulsi a vari computer; una volta rielaborati, i dati venivano tramutati in suoni. Geniale! Nel 1978 si sono riuniti e, con ogni sorta di strumentazione elettronica (mixer, tape recorder, computer e microcomputer etc..), hanno cominciato a registrare il tutto rigorosamente dal vivo e completamente improvvisato. Qua sta il bello: l'artista non era tale perché creava suoni mediante l'uso degli elaboratori ma, piuttosto, per l'interazione che doveva sviluppare con gli altri compositori. E, attraverso la loro influenza reciproca, le apparecchiature utilizzate interagivano tra di loro producendo una vera e propria sinfonia. 5 anni, 10 incisioni e un mondo da riscoprire. Ascoltate e capirete.



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lunedì 3 gennaio 2011

For Carnation - For Carnation





Squirrel Bait e Slint non vi dicono nulla?? Quindi non sapete neanche chi sia Brian McMahan. Dopo i progetti prima citati, nel 1994, forma i The For Carnation insieme a David Pajo (Slint), Britt Walford (Slint/Squirrel Bait), Doug McCombs e John Herndon (insieme nei Tortoise). Nel 2000, grazie alla Touch And Go Records. pubblicano l'omonimo album il quale è considerato il manifesto musicale del gruppo. Il sound è strisciante e lento creando un ambiente malinconico e intimo allo stesso momento (prestando attenzione, riecheggia lo stile dei Codeine); il tempo si espande gradualmente mantenendo un essenziale minimalismo. La vera anima risiede nei testi: introspettivi e riflessivi, con un tocco di regressione (McMahan da l'impressione di essere Nick Cave e Tim Buckley riuniti in un unico individuo). La miscela tra slowcore e post-rock (più una punta jazz qua e là) vi aiuterà a ricordare che, ogni tanto, porvi qualche domanda esistenziale non è affatto male (ammesso che abbiate le risposte).

Precisazione: al momento della pubblicazione la band era formata da Brian McMahan, Micheal McMahan (chitarre) Bobb Bruno e Rafe Mandel (chitarre e tastiere), Todd Cook (basso) e Steve Goodfriend (batteria).


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domenica 2 gennaio 2011

Scott Kelly - The Wake




Scott Kelly, chitarrista e co-fondatore dei Neurosis e Tribes Of Neurot, si avvia in una ricerca interiore terminata, nel 2008, con l'uscita di The Wake. Un'indagine sulla distruzione, sull'agonia e sulla solitudine. Il risultato finale è l'introspezione di un uomo dalla mente lucida che rivela al mondo la sua anima. Un album che nasce, cresce e si spegne lentamente, senza nessuna pretesa di sorta (sopratutto per quello che riguarda la composizione). Una chitarra struggente e minimale, la sua voce cavernosa e pochi altri elementi fanno di questo gioiello un piccolo tabernacolo dove potreste evocare la vostra piccola coscienza.


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mercoledì 29 dicembre 2010

Charlie Tweddle - Fantastic Greatest Hits




Sono sempre andato alla ricerca di qualsiasi cosa mi stuzzichi le orecchie e mi sono soffermato su Charlie Tweddle. Molti diranno: "ma chi cazzo è?". E' un cowboy d'altri tempi. Soprannominato "The Midnight Plowboy", nel 1974 riesce a farsi produrre questo lp che ha dell'assurdo. Ballate country-folk (che sembrano scritte da un ubriacone affetto da schizofrenia) costellato da rumori animaleschi (nell'ottava traccia, della durata di 22 minuti, si sente di tutto: mucche, piccioni, fagiani, rane, corvi, grilli, cani, etc..), tanto da sembrare essere stato inciso in aperta palude. Un outsider geniale,in quanto scriteriato, che dovreste sentire ogni giorno della vostra vita.



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martedì 28 dicembre 2010

Tangerine Dream - Zeit






I Tangerine Dream di Zeit rappresentano la forma più pura di space music; quella che, i crucchi, hanno poi ribattezzato kosmische music. Uscito nel 1972 per la Ohr, appartiene alla "pink years" era, così denominati a causa del logo della casa discografica (gli altri sono: Electronic Meditation, Alpha Centauri e Atem). Album di pregevole fattura, richiama, appunto, un ambiente cosmico. Vengono meno gli strumenti classici per far posto ai sintetizzatori Moog e le canzoni sono strutturate in maniera da costruire sezioni, ognuna delle quali presenta un proprio tema (viaggio siderale, ipnosi, riflessione e distensione). Edgar Froese, Peter Baumann e Christopher Franke hanno saputo unire elementi elettronici (affidandosi alla drone music) al kraut rock, riuscendo a sviluppare uno stile molto particolare. Un evergreen!!


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domenica 26 dicembre 2010

Swans - Children Of God




Amore e odio, il rapporto tra il sesso e Dio, verità e bugie e la contraddizione tra sacro e profano. Questo è, in sintesi, Children Of God. Questi sono gli Swans. Un masterpiece diffuso dalla Caroline Records nel 1987. I suoni oscillano tra dark e industrial (fantastici Norman Westberg alle chitarre, Jarboe alle tastiere, Algis Kizys al basso e Theodore Parsons alla batteria) e la voce di Michael Gira risuona profonda e viscerale. I tempi, invece, sono abbastanza rallentati; l'ambiente muta in continuazione: a volte delicato, a volte disturbato. E tutto questo mix rende l'album veramente affascinante. Da oggi non potrete più dire di non conoscere la depressione, la decadenza e il superominismo degli Swans.



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sabato 25 dicembre 2010

Naked City - Naked City




John Zorn, eccelso sassofonista jazz, creò i Naked City nel 1988. La band era formata da Bill Frisell, Wayne Horvitz, Fred Frith e Joey Baron. E cosa si ottiene unendo al jazz elementi come il grindcore, il punk e il rock? Questa meraviglia. 26 pezzi (di cui 7 sono cover di autorevoli autori) in cui la pazzia e l'estro del gruppo si fa sentire. Zorn sputa praticamente i polmoni nel sax, Frisell è un'indemoniato alla chitarra e gli altri 3 bravissimi nell'andare dietro con continui cambi di tempo (si va dal jazz al fusion, dall'avanguardia all'alternative rock). Di questo cd hanno fatto anche un'altra cover (fichissima tra l'altro). 2 sono le cose: o vi piace (e questo significa che avrete una mente elastica) o vi farà cagare (in tal caso mi fate cagare voi). P.S. Per questo vinile il quintetto si è avvalso della collaborazione di Yamatsuka Eye, vocalist dei Boredoms. Ne sentirete parlare prima o poi.


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mercoledì 22 dicembre 2010

Von LMO - Cosmic Interceptions




Von Lmo è lo pseudonimo utilizzato da Frankie Cavallo per firmare i suoi lavori. E' un folle (una volta se ne uscì dicendo di essere un extraterrestre proveniente dal pianeta "Strazar") e fu, addirittura, arrestato varie volte per motivi non ben specificati (l'ultima volta fu qualche mese fa). Nel 1994, grazie alla Varient Records, riuscì a produrre questo piccolo capolavoro. Il suo è uno space rock contaminatissimo dal post-punk, dal free-jazz, dalla no wave, dal rockabilly e dal noise-rock. Testi assurdi e, talvolta, schizoidi. Gente, sembra di trovarsi al centro dell'universo, completamente ubriachi, a pogare, come se non ci fosse nient'altro da fare. Cazzo, siamo tornati alla fine degli 70's!!


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